Casa MEDeA

Il 28/01/2014 è stato firmato il contratto con cui il Comune di Cremona concede in uso all’Associazione MEDeA Onlus l’edificio denominato “Ex Limonaia” di Via Cà del Ferro nr 50 a Cremona.

Premessa – La mission di MEDeA è di lavorare per una società libera dalla paura del cancro, in cui una diagnosi di tumore sia per ogni persona solo un momento transitorio nella storia della sua vita. Siamo spinti dalla passione per la ricerca e l’innovazione, per dare a tutti accesso a cure di alta qualità, fornire un beneficio concreto alla nostra comunità e nuove speranze per il futuro.

Per raggiungere questi obiettivi operiamo in due direzioni principali:

  1. il finanziamento della ricerca oncologica
  2. il sostegno fisico, psicologico e sociale ai malati e ai loro familiari/caregiver

Per il primo obiettivo, nel 2005 MEDeA ha finanziato la creazione dell’ARCE*.

Per il secondo obiettivo MEDeA ha avviato molte iniziative concrete* e tra queste: finanzia 2 contratti di ricerca  per psiconcologi che forniscono gratuitamente cure psicologiche in reparto; ha ristrutturato 3 mini appartamenti forniti dal Comune di Cremona, ha un programma di accompagnamento gratuito a domicilio dei malati che ne hanno bisogno, è vicina ai malati ricoverati e in day hospital con diversi volontari che si alternano in reparto tutti i giorni, fornisce supporto sociale e assistenza per pratiche burocratiche e assistenziali, ha finanziato una piccola palestra in reparto per iniziare cure riabilitative durante la degenza.

L’attuale progetto Casa MEDeA rientra nell’ambito delle iniziative che incentivino il diffondersi di reti territoriali nel campo del sostegno fisico e psico-sociale del malato oncologico e dei suoi familiari e ha per scopo la costruzione della nuova sede di MEDeA intesa come centro per la promozione di iniziative  nel campo della riabilitazione fisica e psicosociale dei malati.

Casa MEDeA – Fino a  pochi anni fa il trattamento del cancro era limitato agli aspetti biomedici, ma l’esperienza di pazienti oncologici e sopravviventi indica che coesistono problemi psicologici e sociali in circa la metà dei malati e questi problemi generano ulteriore sofferenza. Ansia, depressione, difficoltà ad accettare la malattia e le cure, si manifestano sin dalla diagnosi e pertanto malati e familiari hanno bisogno di essere aiutati anche dal punto di vista psicologico per favorire il loro rientro nella vita di tutti i giorni.

E’ cambiata quindi la prospettiva: il malato oncologico non è più una persona che deve pensare solo a sopravvivere alla malattia, ma un individuo che deve avere la possibilità di continuare a vivere una vita di qualità sotto tutti i punti i punti di vista, da quello clinico a quello psicologico e sociale. Questo aspetto è ancora più rilevante se si tiene conto del fatto che, grazie alle nuove terapie mediche e ai progressi nel campo della chirurgia e della diagnosi precoce, sempre più persone sopravvivono al cancro.

Le società scientifiche che si occupano di malattie oncologiche italiane e internazionali (AIOM, ESMO, ASCO) hanno da tempo puntato il dito sull’importanza della riabilitazione oncologica e così anche le associazioni di pazienti (FAVO) e le associazioni a sostegno della ricerca (AIRC). Molti di questi programmi assistenziali sono stati inseriti nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e le Regioni si stanno organizzando in vari modi per poterlo garantire.

La grande maggioranza delle cure riabilitative per i malati oncologici possono essere erogate ambulatorialmente da equipe formate da più specialisti, in maniera multidisciplinare e integrata con i servizi esistenti sul territorio: medico di famiglia, assistenza domiciliare, servizi sociali dei comuni e altre forme socio-assistenziali presenti.

Va tenuto presente che le prestazioni riabilitative non devono essere considerate singolarmente ma devono rientrare in un programma assistenziale che ha per scopo il recupero e reinserimento dell’ammalato nel suo contesto familiare e sociale. La struttura riabilitativa assume così una importante funzione di raccordo fra l’ospedale (e le terapie che in esso vengono erogate) e il territorio.

Il presente progetto, portato avanti da MEDeA insieme al Comune di Cremona e ad Enti territoriali che possono entrare nel progetto come co-finanziatori, costituisce una novità nel panorama Regionale e Nazionale in quanto può diventare il motore di avvio di uno dei primi esempi di “community-based delivery system” ossia sistema di erogazione di prestazioni sanitarie basato sulla comunità a cui appartengono i malati stessi, con una filosofia realmente no-profit e nuove forme di collaborazione in cui l’associazione di volontariato (costituita da malati, familiari, sanitari e altre persone sensibili a questi temi) assume una funzione di promotore  dell’iniziativa e al tempo stesso finanziatore e garante della sua riuscita.

Nella struttura esistente “Limonaia” si vuole inserire l’area educativa con la realizzazione di corsi per i malati e per i loro familiari  connessi alla formazione ed educazione non solo sanitaria ma anche psicologica allo scopo di ottenere stili di vita sani e migliori, oltre che a manifestazioni culturali/artistiche necessarie all’integrazione tra città ed Ospedale (oncologico).”

(dr. Donatello Misani – Presidente di MEDeA, Onlus)

Casa MEDeA: Via Cà del ferro n° 33, Cremona

Il Giardino Terapeutico

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“Finalmente riusciamo ad avviare il progetto di riabilitazione per i malati e i loro familiari. La vecchia “limonaia” di via Ca’ del Ferro, dataci in comodato dal Comune di Cremona, sarà la nostra nuova Casa MEDeA in cui ritrovarci  e organizzare le attività di supporto di cui i pazienti hanno bisogno durante e dopo le cure o gli interventi chirurgici.

Intorno alla casa costruiremo un giardino terapeutico, (Healing Garden), il primo in Italia dedicato alla riabilitazione oncologica. Numerose ricerche hanno dimostrato che il giardino ha molteplici effetti benefici sulla salute fisica e psichica: riduce lo stress (ansietà e depressione) della malattia e dell’ospedalizzazione, aiuta a ripristinare il proprio “senso di controllo”, l’equilibrio psico-fisico e garantisce migliori risultati dalle terapie, permette di fare movimento ed esercizio fisico, favorisce gli incontri e la socializzazione, rende possibile l’accesso a un ambiente naturale e rilassante vicino all’ospedale e ai luoghi di cura.

Il nostro giardino si integrerà perfettamente con la limonaia e la palestra che vi costruiremo e in cui si svolgeranno attività riabilitative personalizzate ai singoli bisogni.

E’ un progetto ambizioso ma molto stimolante ed entusiasmante per tutti gli amici di MEDeA con i quali abbiamo condiviso in questi anni l’idea del progetto, che ora finalmente prende corpo.”

(dr. Donatello Misani – Presidente di MEDeA, Onlus)